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I Senoni nelle Marche

Le vicende dei Senoni nelle Marche sono strettamente collegate all'avanzata romana in territorio Italico. Da Diodoro Siculo apprendiamo che questa popolazione ricevette il territorio più lontano dalle montagne e più vicino al mare, venendo ad occupare la zona tra l'Usens e l'Aesinum, che facilitarono i contatti dall'Appennino, nell'interno, alla costa; in ogni caso notiamo che questi fiumi non costituisco un limite all'insediamento della popolazione, in quanto sono state rinvenute diverse necropoli a sud dell'attuale fiume Esino.
Il tratto che connota questa regione dal punto di vista archeologico è il ritrovamento di sole necropoli, senza i relativi abitati, probabilmente andati perduti a causa dello sfruttamento agricolo del terreno. I siti in questione sono : Montefortino di Arcevia, Santa Paolina i Filottrano e Moscano di Fabriano.

sepoltura della necropoli di Montefortino di ArceviaIl sito di Montefortino fu oggetto di scavo negli ultimi anni dell'800 ad opera di Brizio, che pubblico' i risultati del suo lavoro nel 1899. Il sito copre un'area di 7500 metri quadrati e comprende 50 sepolture, ai limiti di una scarpata, che potreppe aver causato la distruzione di alcune delle tombe per effetto dell'erosione.
Le tombe prsentano un ugual numero di sepolture femminili e di guerrieri e riusciamo a riconoscere ben tre fasi di frequentazione che si localizzano dal 330 al 270 a.C. (n.b. nel 295 la battaglia del Sentinum vede distrutte le armate dei celti).
Durante la fase iniziale i corredi sono caratterizzati da caramica attica a figure rosse databile intorno al 350-330, armi da difesa e da attacco come elmi , spade con fodero, anelli, lance e servizi di vasellame vario.

Elmo tipo MontefortinoStesso genere di corredi provengono dalla fase media, ma notiamo l'introduzione dello STRIGILE, presente anche nelle tombe femminili, segno forse di contatti con la cultura greca, e vasi bronzei o genericamente metallici.
Appartengono infine alla fase finale le tombe più periferiche della necropoli caratterizzante da una notevole grandezza e da ricchi corredi influenzati dal mondo magnogreco. Possiamo quindi citare tra i ritrovamenti strumenti per il banchetto, spiedi, strigili, parure in oro (comprendenti anche 3 notevoli corone in foglia d'oro), torques di bronzo e oro, specchi, orecchini, anfore mgs, elmi dotati di corna o caratterizzati da paragance trilobati, giavellotti e spade ritorte ritualmente. Vediamo molti punti in comune con i corredi di Monterenzio Vecchio e Monte Bibele.
Notiamo inoltre che le tombe di guerrieri sono molto più frequenti nella parte più antica del sepolcreto, probabilmente successivamente si assiste alla conseguenza della battaglia contro i romani.
I corredi di queste tombe si trovano per la maggior parte nel Museo Nazionale Archeologico delle Marche di Ancona e nel Museo di Arcevia, a parte qualche pezzo finito a Berlino o al Metropolitan di New York tramite scavi clandestini e antiquari..

Nel 1955 venne rinvenuta la tomba di un guerriero celtico presso Moscano di Fabriano, parzialmente distrutta dai lavori agricoli e probabilmente databile intorno al 350 a.C. . Si sono comunque salvati lo scheletro e le armi che lo accompagnavano, tra le quali degne di nota sono la spada con il fodero di bronzo e ferro, caratterizzato da una decorazione in stile vegeale continuo, e un'enorme quantità di vasi attici a figure rosse e vasi di bronzo etruschi e campani.
Il sepolcreto di Filottrano venne scoperto agli inizi dell'800, ma gli scavi vennero portti avanti solo nel 1935. Si tratta di una necropoli ad inumazione e comprende un numero di 20 tombe dalle quali provengono due pezzi di notevole fattura : un torques d'oro e un fodero di spada decorato. le tombe sono databili all'incirca attorno al 350 a.C. .
Da qui provengono un gran numero di guerrieri che nel corredo presentano lo stesso elmo di tipo "Montefortino", diffuso un po' in tutto il centro-nord Italia, e forse proveniente da un unico atelier o frutto di un'unica maestranza .
Altri elementi particolari da citare sono: un grande bacile per lavare i piedi, con anse dalla caratteristi forma di due guerrieri corazzati alla greca che si battono; vasi a gabbia; situle con anse mobili; crateri a campana attribuiti al Pittore di Filottrano databili intorno al 350 a.C. .

Altri ritrovamenti riferibili ai celti sono stati effettuati a San Filippo d'Osimo, a San Ginesio e a Serra San Quirico. Dai corredi delle necropoli prese in esame (esposti nei museo sopra citati e in piccola parte all'estero), si evince quanto la popolazione senone sia stata affascinata dai popoli e dai modelli mediterranei, con i quali forse ebbero contatti anche grazie alla loro favorevole posizione.

Una curiosità proviene dalla località Civitalba, posta in territorio fabrianese, dove sulla sommità di una collina venne rinvenuto un complesso di terecotte architettoniche che rappresentavano dei Galli armati, nudi, mentre si apprestavano a fuggire disordinatamente facendo cadere vasi probabilemnte ribati, probabilmente incalzati dalle divinità del tempio Apollo e Latona. Il tempio probabilmente risaliva al II sec. a.C., forse un'altra conseguenza della vittoria romana sulle popolazioni celtiche.

 




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