Dai classici sappiamo che i Galli Boii in Italia erano suddivisi in oltre cento tribù, distribuite nell'attuale Emilia centrale nel territorio compreso ad Est dal fiume Idice, a Sud dal crinale appenninico, ad Ovest dal fiume Taro e a Nord dalle paludi vicine al Po dove confinavano con le tribù dei Galli Lingoni.
Nella zona centrale dell’area di stanziamento si trovava la città di Bononia (l’odierna Bologna), nota in epoca etrusca con il nome di Felsina, dove sono state rinvenute più duecento tombe del IV-III secolo, sopra ad altre di tipo etrusco, i reperti rinvenuti sono esposti nel Museo Archeologico di Bologna.
Se si può ipotizzare che i rapporti con gli Etruschi
fossero buoni, come testimoniato dai ritrovamenti nel sito
archeologico di Monte Bibele, dove gli scavi hanno portato alla
luce sepolture miste, con guerrieri Gallici e donne Etrusche, non
altrettanto bene andò con i Romani.
I Boii dovettero difendere le
loro terre dall’espansione romana, con una serie di battaglie dove
conseguirono le vittorie nella Selva Litana e sul Trasimeno, ma che li
videro sconfitti al Vadimone (238 a.C.) e al Talamone (225 a.C.), fino
alla definitiva resa avvenuta tra il 196 e il 192 a.C.
La zona rimase
comunque ben lungi dall'essere totalmente soggetta alla Pax Romana e la
guerriglia continuò per decenni.
(nella foto scavo di una sepoltura della necropoli di Monte Bibele)